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Attività


NOLEGGIO BARCHE

Dal 2008 Charter Santa Pazienza svolge il servizio di escursioni lungo costa e di noleggio imbarcazioni (gozzi e gommoni) a Sperlonga.
Il percorso delle escursioni si snoda lungo uno scorcio di costa mozzafiato, compreso nelle aree protette del fantastico Parco Regionale della Riviera di Ulisse, la villa dell'Imperatore romano 'Tiberio', nei pressi degli scavi archeologici, e l'antica via Flacca del 184 a.C, intagliata negli strapiombi dei monti Aurunci che digradano lungo il mare, le torri di avvistamento medioevali e le numerose grotte che si aprono lungo la stupenda costa tra le quali la piu' famosa 'Grotta Azzurra' vi regaleranno un momento di suggestione indimenticabile...

Info: CHARTER SANTA PAZIENZA

ESCURSIONI

Ninfa: l'armonico incontro tra storia e natura

Particolare Oasi di Ninfa

Una visita alle rovine di Ninfa è un ritorno al passato che soddisfa le curiosità degli storici e concede emozioni ai naturalisti. Dati certi d’insediamento stabile si hanno già in età romana, quando fu costruito un tempio sulle rive di un laghetto dedicato alle ninfe ed il fiume che da lì nasceva fu chiamato Nympheus.

Solo intorno all'VIII sec. d.c. si registra però un incremento della popolazione dovuto all’aumento della temperatura, che riversa le genti della costa verso le alture, e in seguito all’innalzamento dei livelli marini, con conseguente impaludamento della regione costiera.

Viene così abbandonata la via Appia e ripristinate le più antiche vie di comunicazione nordsud come la Corona (da Roma, a Cori e Norma) e la Setina (per Sezze), che sfiorano l’area di Ninfa.

Il conflitto interno della famiglia Castani e le guerre nei feudi confinanti determinarono persistenti lotte e saccheggi, oltre a carestie e malaria che contribuirono all’abbandono della città.

Solo ai primi del Novecento però Ninfa viene sottratta al totale abbandono durato circa settecento anni.
Dopo una iniziale pulizia ai ruderi e rimozione di rovi e sterpaglie, le consorti inglesi degli ultimi Castani sono le protagoniste dell’attuale miracolo naturalistico: tra ruderi e ruscelli creano un insieme di alberi e cespugli senza termine di paragone, favoriti peraltro da un clima eccezionalmente mite, gradevolmente umido, tale da offrire a flora e fauna (oltre un migliaio le specie di piante inserite nella città medievale e circa 150 tipi di uccelli) un ambiente ideale.

Tra le essenze del giardino di Ninfa, che si estende su 1852 ettari ed è divenuto nel 1976 Oasi naturalistica protetta, evidenziamo cipressi, cedri, pini (provenienti anche dal Messico) salici, oltre 28 specie e varietà di aceri, noce americano, betulle, faggi, agrifoglio, magnolie, calicanto, clematidi, camelie, oltre 2500 varietà di rosacee, biancospino, ginestre, ed il bambù di cui l’Oasi va fiera; tra la fauna troviamo l’airone cenerino, il martin pescatore, il pendolino, il barbagianni, l’assiolo, il rigogolo, la gallinella d’acqua, la folaga, il germano reale, le ballerine, il tasso, l’istrice, il moscardino e la faina.

Info: WWW.FONDAZIONECAETANI.ORG
Foto tratta: www.latinacity.it


Viaggio alle origini della nostra storia - Grotte di Pastena

Particolare Oasi di Ninfa

A 40 km circa da Sperlonga, appena oltre il confine che separa la provincia di Latina da quella di Frosinone si trova Pastena, castello d'origine volsca, risorta nel 1227 con il dominio della stirpe dei Del Drago.

A rendere celebre questa località è la presenza nei suoi dintorni di alcune grotte di origine carsica. La scoperta di tale bellezza naturale si deve, all'inizio del '900, all'opera del barone romano Carlo Franchetti che successivamente, grazie all'aiuto del Gruppo Speleologico della Capitale, ha permesso una maggiore accessibilità e ha tenuto vivo l'interesse naturalistico tanto da indurre la Regione Lazio ad intervenire fornendo al Consorzio per la Conservazione e Valorizzazione del Patrimonio Speleologico delle Grotte di Pastena e Collepardo i fondi necessari per rendere il sito accessibile ai turisti.

Al visitatore la Grotta dall'esterno appare come una enorme caverna cui si indirizza un corso d'acqua, la cui azione erosiva, nel corso dei millenni, ha determinato le sue caratteristiche.

Lo spazio, appena all'interno, si suddivide in due tronconi: quello immediato, o cosiddetto fossile, lungo circa 900 metri che permette una visita particolareggiata della Grotta e che presenta ampie cavità (sala del salice piangente, sala dei piastrelli, sala delle meraviglie, sala delle colonne, sala del calvario) e le principali attrattive, e quello ancora attivo per la presenza del Fosso Mastro, cui si accede scendendo per una scala sicura ed accessibilissima, lunga circa 200 metri, e che fuoriesce nella Valle del Sacco a Falvaterra, dopo un percorso di oltre 2000 metri. Non bisogna dimenticare poi che all'ingresso alle Grotte è abbinata l'entrata al Museo della Civiltà contadina e dell'Ulivo, sito nel Palazzo comunale di Pastena.

Info: WWW.GROTTEDIPASTENA.IT
Foto concessa dal '.Consorzio Grotte Pastena e Collepardo'.

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